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Palazzo Bricherasio, Torino
7 Novembre 2003 - 1 Febbraio 2004

La Sala degli Specchi

La Sala degli Specchi era un elemento architettonico di grande rilievo nei palazzi storici in quanto salotto di rappresentanza ma anche di svago e di sogno, spazio in cui il gioco dei riflessi amplificava e confondeva la realta' con l'immaginario.
Gli specchi, sulla facciata del palazzo si presentano in questa installazione come finestre, sono piuttosto specchi di situazioni emotive che rispecchiano energie del passato e del presente.
La Sala degli Specchi, viene portata fuori, e il vero palcoscenico diventa il mondo stesso.

Il Palazzo ha visto il passaggio di proprieta' di diverse famiglie nobili, fino alla meta del 1900 con i conti di Cacherano di Bricherasio. Figura di spicco fu la Contessa di Cacherano, amante delle arti, che trasformo' il palazzo in luogo di incontro con pittori di rilievo quali Delleani, scultori e musicisti.

L'installazione aggiunge 7 moduli, come se fossero finestre, al disegno della facciata.
L'elemento della finestra ha fatto parte dei miei lavori fin dal 1993 (Vetrate) e recentemente nel video e disegni del subway Nyese (One way).
Quanto mi affascina e' il confine fra un mondo interno ed esterno, inteso sia in chiave fisica che psicologica e la finestra e' un luogo di incontro fra I due spazi, filtro fra il dentro e il fuori.
Le finestre per il palazzo sono grandi disegni a biro trasferiti su ceramica.
La biro mostra la propria texture, vista come se fosse dietro ad una lente di ingrandimento.


-Nelle finestre al primo piano

ci sono due homeless, uomini come tanti che vivono per strada. Sono volti che incontriamo ogni giorno, oggetti fra tanti oggetti.
Una vita cosi lontana dalle leggi che l'uomo moderno si e' costruito che per noi diventano pietre, sassi, sacchi: dai loro corpi , nei miei disegni, nascono ciuffi di erba.
E' la forza della vita che cresce ovunque, che ci riporta alla condizione di esseri viventi, natura prima di tutto, anche negli angoli bui della strada di grandi citta'.

La loro immagine si contrapporre alla storia del Palazzo, che e' sempre stato di proprieta' di famiglie nobili.
E' il mio modo di fare incontrare due mondi diversi e di presentare la vita nei suoi aspetti piu' autentici, fatti di vulnerabilita' e fragilita' umane.

-Al secondo livello

all'interno delle due finte finestre, i disegni rappresentano una donna di schiena e di fronte.
Queste due finte finestre erano state originariamente progettate per ospitare il ritratto del fratello della contessa, Il conte di Cacherano, mentre nella mia installazione vengono dedicate alla contessa stessa.

Le due immagini mostrano una figura prima rivolta verso l'interno del palazzo e poi verso l'esterno.
Donna di cultura, amante delle arti e pittrice, smise di dipingere e si occupo di opere di beneficenza dopo la drammatica morte del fratello e dell'amico e pittore Delleani.

Dalla testa della donna si materializza un pensiero blu che diventera' cielo al terzo livello.

-Al terzo livello

Tre finestre con un cielo disegnato a biro blu sono uno spazio emotivo astratto. Considero i miei cieli fatti a biro una sorta di diario psicologico, un pensiero scritto secondo dopo secondo, in modo automatico. La biro blu disegna macchie di colore al posto di parole, come una calligrafia a volte diventa scura a volte chiara, in relazione con quello che succede dentro.

Al terzo livello rappresentano un cielo astratto, sono finestre su uno spazio emotivo e impersonale, proprio come il palazzo stesso, prima residenza privata e ora luogo pubblico e centro delle Arti.

I tre disegni compongono un'immagine unica attraverso la loro installazione.

Luisa Rabbia