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Luisa Rabbia: Selected drawings on paper

Anywhere out of the world

Baudelaire:"Il me semble que je serai toujours bien la' ou' je ne suis pas".
In other words: It seems to me that I will always be happy in the place where I am not. Or more bluntly: Wherever I am not is the place where I am myself. Or else, taking the bull from the horns, Anywhere out of the world.
- Paul Auster, City of glass, New York Trilogy

Baudelaire:"Il me semble que je serai toujours bien la' ou' je ne suis pas".
In altre parole: mi sembra di essere sempre dove non sono. Piu direttamente: Ovunque non sono e' il posto in cui sono me stesso. Oppure, prendendo il toro per le corna, Ovunque, fuori dal mondo.
- Paul Auster, City of glass, New York Trilogy

Disegnando vengono messi in relazione la parte razionale e costruttiva del lavoro con quella più profonda che difficilmente trova parole, ma più facilmente immagini. Tutto questo succede in un tempo reale in cui secondo dopo secondo, si registra il dialogo fra il pensiero e la materia. Lavoro con molti materiali, ma prediligo quelli che meglio raccontano il passare del tempo, la fragilita', lo sgretolarsi delle cose fino al dissolversi. Mi piace considerare Il Tempo stesso un materiale, forse il pricipale con cui gli altri entrano in relazione.

Anywhere out of the world racconta stati di precarieta' e di isolamento che in quanto tale e' fragile, perche e' uno stato mentale e non si puo definire per sempre.
I tessuti sono i protagonisti, che con i loro patterns sembrano sintetizzare l'universo, come se con I loro infiniti disegni non fossero altro che un astratto specchio dell'universo.
La stoffa ha spesso una lunga storia: nasce in un luogo e presto finisce in un altro, portando pero' con se qualcosa del luogo di origine e questa qualita' di raccogliere energie sembra continuare nella nostra quotidianita' ogni volta che ci si copre, ci si protegge, ci si nasconde.
I tessuti sembrano vivi proprio per le mille forme che possono assumere: diventano montagne, laghi, ruscelli, sembrano respirare.
Nei miei disegni isolano e proteggono, nascondono e trasformano, i loro patterns specchiano il mondo ma le loro forme separano anche da tutto quello che c'e' intorno.
Da una parte c'e' il fuori, ed e' l'universo.
Ma dall'altra c'e' un mondo nascosto e cosa succeda li' e' un enigma.
Un volto con gli occhi chiusi forse riposa ma forse e' talmente lontano mentalmente che non tornera' piu. Cosa definisce l'essere presenti, cosa succede in un corpo abbandonato accanto a noi. Quale sara' la realta'reale, quella dentro, fatta di etereo, o quella fuori, relazionata agli altri.
Mi interessa il sottile limite fra la logica e la follia, come le ossessioni personali costruiscano una realta' reale solo nei propri pensieri. Questo mistero che mette in crisi le certezze e la possibilita' di giudicare. Lasciare aperto il mistero in cui la mente si trova, lasciare viva quella realta' nascosta.
Fuori c'e' la confusione dei patterns. Ma anche i silenzi dentro fanno rumore.

Luisa Rabbia 2005

Press release della Galleria Giorgio Persano per la mostra Anywhere out of the world

Immagini della mostra